immigrazione

Ogni scelta è un viaggio


Hai mai pensato a come potrebbe essere uno dei tuoi viaggi cambiando solo una piccola cosa?
Ti proponiamo il nostro gioco, fatto di possibilità e scelte.
Un viaggio che ti condurrà verso mete lontane e inesplorate, che ti chiederà di metterti in discussione e di lasciarti andare.
In fondo, questo è il gioco della vita.

DESCRIZIONE GIOCO

 

Soltanto nel gioco è possibile per l’uomo essere veramente libero” - Juli Zeh

All’interno dell’articolato processo di sensibilizzazione riguardo i temi dell’integrazione, il gioco assume un ruolo di rilievo, in quanto mezzo privilegiato per realizzare il processo dell’immedesimazione; ciò consente all’individuo in primis di riconoscere e poi di allontanare da sé la famigerata paura del diverso, l’humus che consente al razzismo di svilupparsi e proliferare.

Inoltre, l’attività interattiva mette in evidenza la tematica fondamentale della campagna, ovvero il danno irreversibile che le fake news causano alla comunicazione, che diviene sbiadita e finisce col creare, come è poi di fatto avvenuto, una certa realtà deviata nella quale l’attendibilità della notizia perde la sua primaria rilevanza. Materialmente ciò si realizza con l’integrazione all’interno del gioco del fattore della predeterminazione: la scelta pur apparentemente rilevante durante l’attività, si rivela in ultimo al giocatore come del tutto ininfluente per il finale, lo stesso a prescindere dal percorso selezionato. Questo aspetto vuole porre l’accento e suscitare la riflessione su una realtà, vissuta dai migranti nel mondo deviato delle fake news, verso il quale il singolo perde ogni importanza, sostituito dalla massa informe e poco delineata del grande numero e dello stereotipo. 

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INTENZIONE DEL GIOCO

Il gioco si pone l’obiettivo di dare nuova linfa al dialogo sull’integrazione, reso appesantito e spesso percepito come vetusto, proprio a causa delle fake news che infestano questo ambito. Il recuperare l’interesse nei confronti di questo dialogo è per il target privilegiato della nostra campagna, young adult e giovani in età universitaria, un modo particolarmente efficace per ricucire uno strappo tra la fascia anagrafica più propensa a prendere parte ad attività concrete di accoglienza sul territorio ed il mondo istituzionale, che dovrebbe promuove con attività concrete l’integrazione delle fasce svantaggiate della popolazione e farsi carico delle inevitabili criticità che potrebbero emergere. In secondo luogo, si vuole attraverso l’attività interattiva mettere a nudo la natura profonda delle fake news, che si alimentano sulla ripetuta e passiva condivisione di articoli, immagini ed ogni altro tipo di materiale online – il meme, unità minima culturale che si propaga attraverso l’imitazione, secondo il modello proposto da Dawkins nel suo saggio “Il gene egoista” del 1978. Queste narrazioni sono architettate specificatamente per una perversa ricerca della sensazionalità, lo scoop, e si servono di tecniche avulse da qualsivoglia tipo di etica dell’informazione: si va dal clickbait, l’articolo acchiappa-click, all’omissione consapevole di larghe parti della realtà effettiva dei fatti con lo scopo di sostenere le idee già presenti nella mente del lettore, poco male che queste non siano poi aderenti al vero. Infine, nella nostra costante ricerca che vuole porre al centro dell’attenzione l’uomo reale e che rifiuta la massificazione di ogni categoria sociale, vestire i panni dello straniero, visto spesso tanto lontano fisicamente e culturalmente dalla propria quotidianità, è un modo particolarmente valido di comprenderne gli usi, la visione del mondo, le aspettative e i timori del prossimo, ed in ultimo, raggiungere quello stato di convivenza e condivisione arricchente che con il nostro appassionato lavoro ci auspichiamo di favorire.